martedì 17 gennaio 2017

migranti - continua la repressione contro i migranti che lottano e protestano giustamente

Dopo i primi provvedimenti di revoca dell'accoglienza notificati venerdì 13, ieri ne sono stati notificati altri 3 e immediatamente eseguiti in serata, con l'intervento della polizia e tra le proteste dei migranti el centro.
Così  5 migranti sono stati messi per strada sotto la pioggia e lì hanno passato la notte e, come se non bastasse, altri ancora si aggiungeranno oggi.
Motivo dei provedimenti è la partecipazione ad una protesta avvenuta il 3 novembre scorso a Talsano. I imigranti, esasperati dalla situazione in cui erano costretti - non veniva corrisposto il pocket money da mesi, condizioni igieniche discutibili, assistenza sanitaria Carente e cibo scadente - avevano bloccato la strada adiacente la struttura.
Nelle ultime settimane gli stessi migranti del Bel sit, di Santa Sofia e di Paolo VI, insieme allo Slai Cobas hanno presidiato la prefettura per per avere risposte alle problematiche sanitarie e di mancanza di acqua calda e riscaldamento proprio in questi giorni di freddo intenso, di cibo scadente e scarso è scaduto.
Mentre il sindaco Stefano ci aveva ricevuto ed assicurato un suo intervento, subito realizzatosi con ispezioni degli uffici comunali competenti presso i centri di accoglienza, la vice prefetto Dottore.sa Trematerra non ha voluto neppure ricevere una delegazione e pochi giorni dopo Prefettura sono arrivati i provvedimenti di revoca dell'assistenza, firmati dalla stessa Trematerra.

Lo Slai Cobas si è subito attivato con i suoi avvocati per aiutare i migranti che hanno subito il provvedimento.
Ieri è stata depositata una richiesta di revisione/sospensione del provvedimento.
Oggi una richiesta di accesso agli atti addotti a motivo della revoca (del cui procedimento non è mai stata data informazione prima dell'esecuzione).
Contestualmente, sia ieri che oggi, abbiamo chiesto di incontrare il funzionario competente ma dalla Prefettura non c'è stata alcuna diponibilità ad incontrarci.
oggi una delegazione
Il Sindaco ha invece ricevuto oggi una nostra delegazione e si è impegnato a fare il possibile per evitare che la situazione minacci la salute di questi migranti, senza più alloggio né vitto.

Invece che risolvere i problemi e perseguire chi viola i diritti dei migranti, si preferisce punire gli stessi migranti, quando protestano!

Lo Slaicobas continuerà ad attivarsi in tutte le forme per impedire che ciò avvenga!


SLAI COBAS per il sindacato di classe
Fiorella Masci 3339199075

Processo ilva - udienza di oggi, rinviata al 1 marzo

Ecco il resoconto dell'udienza.a cura avv. Vitale - foro di Torino - legale parti civili
operai cimitaro, operai ilva, cittadini taranto tamburi, paolo sesto

 Il difensore di Riva Fire, oggi Partacipazioni Industriali, ha comunicato che è stata è stato nominato un curatore speciale. Per quanto si è capito il curatore speciale è stato nominato perché i tre commissari si trovano in una situazione di incompatibilità, essendo già amministratori straordinari di Ilva SpA 
Il difensore ha quindi chiesto un rinvio per consentire la formalizzazione, da parte del curatore, della richiesta di patteggiamento. A quanto si ė compreso nella richiesta di rinvio, formulata anche con una nota scritta, è già precisato che a maggio sarà definito lo stato passivo; si puó quindi pensare che, sino a maggio, non sará possibile formalizzare definitivamente.
Tutto questo, per quello che sappiamo, benchė i termini dell'accordo di patteggiamento - che ė in realtà un accordo "politico" che vede una triangolazione tra procure (Milano e Taranto), governo, commissari, riva,... - siano già ampiamente stabiliti, ed hanno già l'assenso della Procura.


A questo punto alcuni difensori delle parti civili hanno preso la parola, opponendosi con forza al rinvio e chiedendo, eventualmente, che si proceda già a separare le posizioni di Ilva e Riva forni elettrici (ed eventualmente Riva Fire-Partecipazioni Industriali) e ripartire con il processo "principale". Dalla prima udienza della "prima" Corte d'Assise sono passati 15 mesi (in mezzo c'ė stato il ritorno al GIP e il riavvio dell'Assise); dell'udienza in cui la Procura ha cambiato l'impostazione delle società, consentendogli un patteggiamento altrimenti impossibile, quasi tre mesi... E ancora non si ė riusciti ad andare avanti...

In particolare l'avvocato Vitale, per alcune parti civili ed anche per Slai Cobas, ha in primo luogo evidenziato che la Corte di Assise non ancora deciso sulle questioni preliminari sollevate a settembre e mai decise. Inoltre ha ricordato che, se ė vero che le parti civili formalmente non hanno diritto di entrare nel merito del patteggiamento, hanno comunque il diritto di dubitare che questo sia legittimo e di esprimere i propri dubbi. E qui di dubbi ne hanno tanti, a cominciare dal fatto che le legge prevede che il patteggiamento delle società possa essere ammesso solo quando le persone imputate potrebbero ipoteticamente patteggiare (ció che si puó fare solo se la pena finale sia sotto i 5 anni).
Accettare questo patteggiamento significa considerare il reato commesso da chi amministrava l'Ilva come un reato di "ridotta gravità" (di reati di ridotta gravità parla la relazione illustrativa delle legge sulla responsabilità "penale" delle società quando parla del patteggiamento); significa accettare che si pensi che quello che è successo a Taranto non è poi così grave. Significa dare agli imputati la possibilità di chiedere, quando saranno finalmente giudicati, quella stessa mitezza e "comprensione" che ė stata riservata alle società.
Ma è soprattutto sulla necessità di assicurare al processo dei tempi certi che i difensori delle parti civili hanno insistito.
Vicende estranee al processo, di carattere strettamente politico, anche se coinvolgano i massimi livelli politici, non possono eterodirigere i tempi della giustizia penale, ha sottolineato l' avv. Vitale.
È per questi motivi e con questi argomenti che le parti civili hanno chiesto con forza di respingere la richiesta di rinvio; in alternativa hanno chiesto di separare il processo alle persone dal processo alle società perché non si possa pensare che quest'ultimo venga usato per impedire di giudicare le persone che hanno condotto alla devastazione ambientale di Taranto.
L'esigenza di un processo con tempi certi ed accettabili non è un capriccio delle parti civili, ma un preciso obbligo di livello costituzionale ed internazionale (come più volte affermato dalla Corte Europea dei Diritti dell'uomo), che dovrebbe sempre guidare i giudici.
Di fronte ad un accordo di dubbia legittimità, e che forse non risponde neppure al principio che "chi inquina paga", non sembrano quindi giustificate queste continue richieste di rinvio - oggi l'assoluto silenzio della Procura, la scorsa udienza con l'assenso del Procuratore Capo in persona.
La Corte di Assise, pur dopo aver ricordato che già la scorsa udienza era stato dato un termine maggiore di quello previsto dal codice proprio per dar modo di definire la richiesta di patteggiamento, ed aver ricordato che dalla data di modifica del capo di imputazione sono passati quasi tre mesi,ha rinviato al 1 marzo

Cementir, lo Slai Cobas scrive all’azienda: “A breve nuove iniziative di lotta”


La RSA Cobas dello stabilimento Cementir di Taranto ha scritto una lettera, che pubblichiamo qui di seguito, per preannunciare all’azienda una nuova iniziativa di lotta per la prossima settimana, stante il perdurare di una situazione comunque di stallo nonostante l’accordo dello scorso 20 dicembre con il quale è stato deciso un altro anno di cassa integrazione straordinaria a partire dal prossimo 22 gennaio.
La vertenza Cementir si è conclusa a fine anno con un verbale d’accordo presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e con un addendum presso la Regione Puglia.Ribadiamo che lo Slai Cobas e la sua RSA Cementir non hanno partecipato a questo incontro e a questo accordo, ma chiaramente ora siamo fortemente intenzionati a vigilare che esso venga applicato senza discriminazioni e forme che penalizzino ulteriormente i lavoratori e/o una parte significativa di essi.
Invece il primo passo di questa applicazione va in altra direzione. Al punto 7 – 2a pagina di esso è scritto: I lavoratori saranno sospesi…. e allo stato, l’azienda per esigenze produttive del sito e tenuto conto dei profili professionali non ritiene applicabile la rotazione…ma nell’accordo non sta affatto scritto che tener conto dei profili professionali,
significa ‘demansionare’, vedi assistenti esterni e elettricisti a turno ecc.ecc. per poterli far lavorare nelle mansioni di altri operai che così vengono mandati a casa a zero ore’ –
cercando peraltro il consenso al demansionamento con firma di una delibera e rendere subito operativa questa decisione, senza che sia stato ancora peraltro presentato il piano dell’azienda alla Regione Puglia per i percorsi di politiche attive per il lavoro.
Inoltre con documento inviato dal Responsabile Risorse Umane Massimo Quintavalle al MINISTERO DEL LAVORO, alla Rappresentanza Sindacale Unitaria, FENEAL-UIL, FILCA CISL, FILLEA CGIL, UNINDUSTIA ROMA, CONFINDUSTRIA TARANTO in data Roma, 13 dicembre 2015 avente come OGGETTO: Stabilimento di Taranto – Cassa integrazione guadagni straordinaria ai sensi dell’art.44, comma11 bis, del D.lgs.n.148/2015.
SI LEGGE: testuali parole ….”a causa della non fungibilità :per esigenze tecnico organizzative connesse alla necessità di garantire solo parte delle attività produttive sarà impiegato il solo personale già in possesso di specifiche competenze professionali”. 
Di conseguenza noi chiediamo a nome di un folto gruppo di lavoratori, una corretta gestione, salvaguardando mansioni e profili professionali. In caso di mancata modifica i lavoratori si riservano con il sostegno dello Slai cobas RSA di attivare tutte le iniziative legali e di lotta necessarie, informando Regione e Ministero. Qualora l’azienda volesse discutere i seguenti punti, lo Slai Cobas e la sua RSA si rendono come al solito disponibili“.

dussmann da corriere di taranto


Oggi i lavoratori e le lavoratrici delle pulizie scuole statali hanno avuto un amara sorpresa: la DUSSMANN SERVICE srl multinazionale tedesca che ha in appalto il servizio di pulizia nelle scuole statali in Puglia e in Toscana, non ha pagato il già misero salario ai lavoratori“: la denuncia arriva da Fiorella Masci rsa Slai Cobas per il sindacato di classe.
Il mese di dicembre buona parte dei lavoratori a seguito della scadenza appalto e successivi accordi governativi sono stati posti in FIS (Fondo di integazione salariale) – si legge nella denuncia -. Il FIS, che viene erogato dall’Inps in tempi non certo brevi, poteva essere anticipata dalla Dussmann che a Taranto ha messo radici dal 2007. Il FIS era una copertura data dal governo per le così dette ‘scuole belle’, la piccola manutenzione nelle scuole statali voluta da Renzi per gli ex lsu che altrimenti con la gara d’appalto Consip del 2014 vinta al massimo ribasso del 70% avrebbe tagliato 10.000 posti di lavoro (18000 lavoratori tra ex lsu e cosiddetti appalti storici a livello nazionale). La Dussmann è una multinazionale che ha sedi sparse nel mondo e non possono anticipare la FIS?” si chiedono dallo Slai cobas.
Già dal mese di settembre la Dussmann tratteneva e tuttora trattiene in busta paga, 50 euro al mese a fronte di un anticipazione della cigs del 2013 erogata per intero, i lavoratori percepiscono salari di 500 700 euro, una miseria che non consente neanche di sopravvivere – prosegue la nota -. Inoltre con la scadenza della proroga ad agosto 2017 i lavoratori che sono in maggioranza donne sole con figli vivono nell’angoscia di perdere il lavoro. La gara Consip, la piu grande d’Europa, nelle ultime settimane è al centro di indagini per associazione a delinquere e corruzione, sono indagati l’imprenditore A. Romeo che intratteneva rapporti con con Tiziano Renzi (padre dell ex premier), indagato addirittura il comandante generale dei carabinieri della Toscana Saltalamacchia, indagate la Manutencoop, la societa francese Cofely, la Guerrato di Rovigo. Le società aggiudicatarie della gara si sono spartiti una torta di 2,692 mld di euro. Un sistema di corruzione che comprende anche la gara da 1,6mld per le “scuole belle” del governo Renzi del 2013 di cui sono aggiudicatari Dussmann, Manital e altre due ditte al sud, e Manutencoop e Cns al nord, il Cns risulta coinvolto in Mafia capitale. Chi paga alla fine sono sempre i lavoratori a cui viene negato anche il loro misero salario ma le lavoratrici e i lavoratori dello Slai Cobas non hanno intenzione di subire questa ennesimo vergognoso attacco al reddito dei lavoratori, e si attiveranno nei prossimi giorni con inizitive di lotta” conclude la nota a firma di Fiorella Masci rsa Slai Cobas per il sindacato di classe.

lunedì 16 gennaio 2017

TARANTO- LA DUSSMANN LASCIA SENZA SALARIO I LAVORATORI DELLE PULIZIE SCUOLE STATALI

Oggi i  lavoratori e le lavoratrici delle pulizie scuole statali hanno avuto un amara sorpresa, la DUSSMANN SERVICE srl multinazionale tedesca che ha in appalto il servizio di pulizia nelle scuole statali  in Puglia e in Toscana, non ha pagato il già misero salario ai lavoratori.

Il mese di Dicembre buona parte dei lavoratori a seguito della scadenza appalto e successivi accordi governativi sono stati posti in fis (Fondo di integazione salariale).
IL FIS, che viene erogato dall' inps in tempi non certo brevi, poteva essere anticipata dalla Dussmann che a Taranto ha messo radici dal 2007.
Il fis era una copertura data dal governo per le cosidette scuole belle, la piccola manutezione nelle scuolestatali voluta da Renzi per gli exlsu che altrimenti con la gara d'appalto Consip del 2014 vinta al massimo ribasso del 70% avrebbe tagliato 10.000 posti di lavoro (18000 lavoratori tra exlsu e cosiddetti appalti storici a livello nazionale)

La Dussmann è una multinazionale che ha sedi sparse nel mondo e non può anticipare la fis?

Già dal mese di settembre la Dussmann tratteneva e tuttora trattiene in busta paga, 50 euro al mese a fronte di un anticipazione della cigs del 2013 erogata per intero, i lavoratori percepiscono salari di 500 700 euro , una miseria che non consente neanche di sopravvivere.
Inoltre con la scadenza della proroga ad agosto 2017 i lavoratori che sono in maggioranza donne sole con figli vivono nell angoscia di perdere il lavoro.
La gara Consip, la piu grande d' europa, nelle ultime  settimane è  al centro di indagini per associazione a delinquere e corruzione, sono indagati l'imprenditore A. Romeo che intratteneva rapporti con  con Tiziano Renzi  (padre dell ex premier,), indagato addirittura il comandante generale dei carabinieri della Toscana Saltalamacchia,  indagate la Manutencoop , la societa francese Cofely, la Guerrato di Rovigo.
Le società aggiudicatarie:  della gara si sono spartiti una torta di 2,692mld di euro
Un sistema di corruzione che comprende anche la gara da 1,6mld per le "scuole belle " del governo Renzi del 2013 di cui sono aggiudicatari Dussmann, Manital e altre due ditte al sud, e Manutencoop e Cns al nord, il Cns risulta coinvolto in Mafia capitale.
Chi paga alla fine sono sempre i lavoratori a cui viene negato anche il loro misero salario
ma le lavoratrici e i lavoratori dello Slai Cobas non hanno intenzione di subire questa ennesimo vergognoso attacco al reddito dei lavoratori,   e si attiveranno nei prossimi giorni con inizitive di lotta.

Fiorella Masci rsa Slai Cobas per il sindacato di classe
per info 3339199075

domenica 15 gennaio 2017

Solidarietà dello Slai Cobas al presidente dell'Arcigay di Taranto vittima di un nuovo attacco omofobo

ANSA) - TARANTO, 15 GEN - Il presidente dell'Arcigay di Taranto, Luigi Pignatelli, ha denunciato alla Polizia di aver subito un'aggressione omofoba da parte di un gruppo di minorenni. L'episodio sarebbe avvenuto ieri sera mentre si trovava in piazza Maria Immacolata per svolgere le attività previste dal 'Villaggio delle Differenze', manifestazione che vuole sensibilizzare contro MTS, omo-bi-transfobia, xenofobia e violenza sulle donne. Pignatelli, fondatore e presidente dell'Associazione Culturale Hermes Academy Onlus, ha raccontato che un gruppo di ragazzini lo ha insultato e aggredito e che "i passanti non hanno mosso un dito e alla richiesta di chiamare la polizia hanno reagito sghignazzando". "In un primo momento - spiega - i minorenni hanno fatto razzia dei preservativi e tentato di rubare le penne artistiche che erano sul tavolo, il mio smartphone e il salvadanaio". Poi gli avrebbero chiesto di fare sesso. "Non ho escoriazioni né lividi, nonostante i calci e gli schiaffi che mi sono stati inferti".

sabato 14 gennaio 2017

Ilva Taranto - 3800 tonnellate di amianto presenti nello stabilimento, al solito chi pagheranno saranno gli operai!

Amianto, quasi 4000 tonnellate nell’Ilva di Taranto 13 gennaio 2017
L’amianto nell’Ilva di Taranto è ancora un problema, un grosso problema. Nello stabilimento questo pericoloso “killer” per la salute degli operai, messo al bando da una legge del ’92, è massicciamente presente. Al 30 giugno dello scorso anno se ne contano 3820 tonnellate, di cui 3700 di matrice friabile (quella più pericolosa perchè più facilmente si disperde nell’ambiente e può essere inalata) e 120 di matrice compatta.
Questi dati sono stati resi noti in un incontro tra azienda e sindacati svoltosi ieri.
Il 3 gennaio scorso la Fiom Cgil di Taranto ne aveva sollecitato lo svolgimento ricordando l’obbligo dei commissari Ilva di trasmettere entro il 31 dicembre 2016 al Ministero dell’’Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare la mappatura dei rifiuti pericolosi o radioattivi e del materiali contenente amianto aggiornata al 30/06/2016 ai sensi dell’’art. 1 bis del decreto legge n. 98 del 09/06/2016. La relazione è stata consegnata il 27 dicembre scorso.
Oltre alla presenza di amianto è stato fatto il punto sull’attività di rimozione eseguita negli anni 2013-2015: 140 interventi in matrice compatta e 150 in matrice friabile. Sono state smaltite 409 tonnellate in matrice compatta e 1324,883 in matrice friabile. Tutti i dati sono stati trasmessi anche all’’Asl di Taranto e alla Regione Puglia.
La Fiom Cgil, in una nota a firma di Giuseppe Romano e Francesco Brigati, della segreteria provinciale, ricorda di aver ripetutamente richiesto che “i Commissari, all’’interno della relazione, facciano riferimento non solo alla mappatura e alle attività di bonifica già effettuate, ma anche al piano di bonifica, ai tipi e allo stato dell’amianto, ai procedimenti applicati per la bonifica, al numero e dati anagrafici degli addetti, alle caratteristiche degli eventuali prodotti contenenti amianto e alle misure adottate e in via di adozione ai fini della tutela della salute dei lavoratori e dell’’ambiente, al fine di verificare la necessità di allontanamento dei lavoratori dalle fonti di rischio presenti nello stabilimento siderurgico. Ilva, durante la fase commissariale, ha indubbiamente dato un segnale di trasparenza e discontinuità rispetto alla gestione dei Riva sulla questione amianto, tuttavia riteniamo insufficienti le risposte fornite durante l’incontro odierno”.
I metalmeccanici della Cgil ribadiscono “la necessità di aprire un tavolo di confronto con il Governo, le istituzioni locali (Asl e Arpa), la Regione Puglia e i Commissari per verificare la corretta attuazione di tutte le misure necessarie alla tutela e salvaguardia della salute e sicurezza di tutti i dipendenti dello stabilimento Ilva di Taranto. Chiede inoltre delucidazioni ai Commissari riguardo alle modalità con cui saranno affrontati gli interventi di bonifica amianto durante la gestione commissariale, successiva alla cessione degli stabilimenti, ed esorta il Governo affinché si impegni a risolvere la questione relativa all’emergenza amianto all’ interno dello stabilimento di Taranto aprendo un tavolo di confronto con i Ministeri interessati”.
Viene sollecitato, infine, “un intervento dei parlamentari al fine di formulare un interrogazione per conoscere i dati riportati nella relazione commissariale e richiedere eventuali informazioni integrative in riferimento alle attività di bonifica di amianto nello stabilimento”.