sabato 26 maggio 2018

IMBROGLIONI! Dalla relazione dei Commissari Ilva: + ricavi + produzione... mentre tacciano sugli operai morti (ben 8), e imbrogliano su ambiente e sicurezza

(dal Corriere di Taranto) - E’ stata resa nota soltanto qualche giorno fa la relazione trimestrale dei Commissari straordinari dell’Ilva relativa al periodo 1 luglio – 30 settembre 2017, inviata al MiSe soltanto lo scorso 12 aprile 2018.

La relazione inizia con un ampio riassunto sulla procedura di amministrazione straordinaria che ha riguardato il gruppo Ilva e le sette società controllate dalla società, richiesta dai commissari straordinari al MiSe il 17 febbraio 2015, a cui fa seguito una parte dedicata alle attività della Procedura sullo stato di cessione dei vari asset del gruppo...

Nel documento trova ovviamente spazio anche una parte riassuntiva relativa alle“Principali azioni e misure implementate in relazione alle prescrizioni AIA”, aggiornato sempre al 30 settembre 2017. Dalla quale si evince che sino alla data in questione tra attuazione del Piano Ambientale (919.412mila euro) e attuazione del Piano Rifiuti (49.956mila euro), sono stati spesi complessivamente 968.368mila euro. In relazione a ciò, nella relazione trova spazio anche una parte dedicata ai “Dati sulla qualità dell’aria in prossimità dello stabilimento di Taranto”, dove vengono riportati i grafici dei dati delle centraline elaborati da ARPA Puglia, dal 2011 al settembre 2017, per quanto concerne il Pm10, il Pm2,5 e il Benzo(a)pirene. Grafici dai quali si evidenzia un inquinamento contenuto nei limiti previsti dalla legge, in lenta ma costante diminuzione nel corso del tempo. Il che comunque, come ribadito più volte da ARPA Puglia e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, non esclude il rischio cancerogenoper un importante range di popolazione, in particolar modo per chi risiede nelle vicinanze del siderurgico.

Infine, è presente anche una parte relativa alla “Sicurezza sul luogo di lavoro – Infortunistica”, relativamente al periodo compreso tra l’anno 2010 e il settembre 2017. Anche in questo caso, gli infortuni invalidanti e gli infortuni indennizzati e gli indici di gravità, hanno registrato un costante calo, a fronte però di ben sette incidenti mortali dal 2012 a giovedì scorso, con il tragico incidente

Una emozionante risposta del padre di Francesco Zaccaria, Amedeo, che ci incoraggia

Come sempre il vs. lavoro encomiabile e la vostra presenza costante danno una speranza a noi lavoratori che qualcosa cambi.
Il percorso è lungo e tortuoso ma con costanza si potranno ottenere dei risultati.
Siete gli unici che mi fate sentire orgoglioso del lavoro che ho fatto per il mio Francesco, perchè ho cercato sempre in tutti i modi di fornire tutto ciò che puó essere utile affinchè si dimostri che questi sono degli assassini senza scrupoli.
Un abbraccio e buon lavoro.
UNA LOCANDINA CHE VALE ANCORA OGGI

venerdì 25 maggio 2018

India-Brasile-Taranto... se ne era parlato alla libreria Mondadori giovedì nella presentazione del libro 'Legami di ferro - e ora nuove notizia da una fonderia indiana dove sparano su chi protesta!

Tragiche notizie dall'India - Una situazione come l'Ilva a Taranto!

India - Avvelenati dal rame e presi a fucilate dalla polizia: 13 morti nel Tamil Nadu


In india padroni di fonderia e territori inquinati  e si spara contro le popolazioni che protestano.
Aiutateci nel far conoscere queste cose – realizziamo iniziative di ogni tipo di solidarietà e informazione.
Costruiamo un ponte con gli operai e le popolazioni che in india, ma anche in Brasile, vivono situazioni come all'Ilva e a Taranto, e i cui governi gli sparano addosso quando protestano.
Ecco il volto dei Padroni indiani, dello Stato, del governo antipopolare.
Mentre altri padroni come Mittal all'Ilva e Jindal a Piombino prendono in mano le fabbriche in Italia nelle martoriate città dell'inquinamento.

Campagna Slai cobas per il sindacato di classe  via Rintone 22 Taranto slaicobasta@gmail.com 3471102638
Info materiali video - contatti diretti con le realtà in lotta e compagni che conoscono bene la situazione dall’India per aver incontrato in diverse occasioni organizzazioni in India impegnate in queste battaglie
csgpindia@gmail.com – Francesco Lomagistro Taranto
Sfocia nel sangue la lotta degli abitanti, che dura da vent’anni. E ora chi critica le forze dell’ordine finisce in carcere
Martedì 22 maggio decine di migliaia di persone che protestavano contro la riapertura di una fonderia di rame nei pressi della città di Thoothkudi (Tamil Nadu, India meridionale) sono finite sotto il fuoco delle forze dell’ordine, chiamate a sedare una protesta durata più di tre mesi.
I manifestanti da almeno vent’anni denunciavano livelli di inquinamento straordinari dovuti all’attività della fonderia operata dalla Sterlite Copper, società controllata dal conglomerato minerario britannico Vedanta Resources. Gli scarichi della fonderia, hanno documentato numerose associazioni per la tutela ambientale locale, hanno contribuito a un aumento vertiginoso di malattie legate all’apparato respiratorio e cardiaco, dermatiti e tumori.
Nonostante la fonderia fosse stata multata dalla Corte suprema nel 2013 per una perdita di gas velenosi, ha continuato a lavorare a pieno regime tanto da annunciare, lo scorso febbraio, piani per un’espansione infrastrutturale. In tutta risposta, gli attivisti e la popolazione locale hanno organizzato una serie di manifestazioni pacifiche chiedendo la chiusura definitiva dell’impianto.
Quando martedì i manifestanti hanno cercato di raggiungere la residenza del district collector di zona – la carica amministrativa che avrebbe dovuto rinnovare la licenza della fonderia, scaduta lo scorso mese di aprile – e hanno trovato a ostruire la strada le barricate della polizia, è partita una sassaiola contro le forze dell’ordine, mentre capannelli di manifestanti incendiavano automobili e autobus. La polizia ha risposto lanciando lacrimogeni e, come mai successo in Tamil Nadu nella storia recente, sparando direttamente sulla folla. Il bilancio mentre scriviamo è fermo a 13 morti e alcune decine di feriti.
Le proteste sono continuate sia nella giornata di mercoledì che ieri, con le forze dell’ordine schierate dal governo locale, guidato dal partito tamil All India Anna Dravida Munnetra Kazhagam (Aiadmk), a protezione delle sedi dell’amministrazione cittadina e della fonderia. Il chief minister – il primo ministro del governo locale – del Tamil Nadu, Edappadi K. Palaniswami, difendendo l’operato della polizia nella giornata di ieri ha dichiarato: «Se qualcuno è attaccato, il corso naturale delle cose prevede che si difenda per proteggersi. Questo è ciò che ha fatto la polizia».
Mercoledì scorso l’amministrazione locale ha staccato la corrente alla fonderia, in risposta a voci che indicavano una ripresa delle attività nonostante la nuova licenza non fosse stata ancora rilasciata.

Nuovo grave incidente all'ILVA Taranto


Ilva, incidente in Acciaieria 2: operaio cade e si rompe il femore




Un operaio dell’Ilva, addetto alle paniere in uno dei reparti dell’Acciaieria 2 dello stabilimento siderurgico di Taranto, questa mattina è caduto mentre eseguiva operazioni di manutenzione, riportando una frattura al femore sinistro. Lo si apprende da fonti aziendali. La caduta è stata determinata dalla instabilità del grigliato sul quale l’operatore poggiava il piede. Immediatamente sono intervenuti i sanitari dell’infermeria interna per prestare le prime cure all’operaio, che in seguito è stato trasportato all’ospedale Santissima Annunziata di Taranto. Nelle prossime ore il lavoratore sarà sottoposto a intervento chirurgico.

Un'altra associazione denuncia la grave situazione della raccolta differenziata a Taranto - a Taranto è di nuovo al 15%


Slai cobas Taranto

ma ora basta dati - serve la lotta di lavoratori, disoccupati, cittadini dei quartieri per costringere il comune a modificare la situazione

sosteniamo la campagna di assemblee incontri volantinaggi che stanno portando avanti i lavoratori della ex pasquinelli

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La percentuale di Raccolta Differenziata dei rifiuti a Taranto rimane la più bassa tra le città capoluogo in Puglia. A denunciarlo, con una breve nota, è l’associazione Rifiuti&Sostenibilità.
Nel gennaio 2017 la percentuale era intorno al 15%, e la media era rimasta più o meno intorno al 15-16% per tutto l’anno. Solo a settembre ed ottobre 2017 un’impennata “miracolosamente” anomala l’aveva portata addirittura al 23%.
Tutto “fumo negli occhi”, infatti, come prevedibile, nei mesi di novembre e dicembre 2017 la percentuale di Raccolta Differenziata è nuovamente scesa intorno al 15%.
Nel 2018 nessuna nuova iniziativa è stata messa in moto, da parte del Comune di Taranto e dell’AMIU SpA, per cercare di migliorare ed aumentare la Raccolta Differenziata in città.
I dati relativi ai primi mesi del 2018 non sono ancora stati resi pubblici (a differenza di tutte le altre città pugliesi), ma è difficile che possa essere migliorato qualcosa in assenza di qualsivoglia nuova iniziativa inerente la Raccolta Differenziata.
“Non ci resta che continuare ad attendere che ‘qualcuno’ si svegli – chiosa il presidente dell’associazione, Aldo De Nicolò -, che si smuova qualcosa, che finalmente venga affrontata con decisione anche in questa città la questione della corretta gestione dei rifiuti e della loro raccolta differenziata. Per ora tutto tace, come accade oramai da innumerevoli anni”.

Un altro lavoratore è morto! Il lavoratore ex Pasquinelli Michele Spina

Questa mattina dopo poche ore l'inizio del lavoro, nel suo secondo giorno di lavoro con la nuova ditta Verde Idea (passato dalla precedente ditta Kratos), Michele Spina è morto.
Stava lavorando con gli altri suoi compagni di lavoro dell'ex Pasquinelli nella scuola Giusti ai Tamburi, quando si è sentito male e si è accasciato a terra.
Il nostro dolore è grande! E' morto un combattente, prima dei Disoccupati Organizzati poi presso le varie ditte. Il suo posto di lavoro se lo era conquistato insieme ai suoi compagni di lotta, con tante battaglie, e ogni volta aveva, avevamo vinto.
Questa volta non c'è l'ha fatta a continuare con tutti i lavoratori la lotta.
Non sappiamo ancora se per la sua morte abbia inciso la tensione di un lavoro sempre precario, sempre a rischio.
Ora vogliamo dare un forte abbraccio alla sua compagna, ai suoi figli!

SLAI COBAS per il sindacato di classe

Michele è il lavoratore sul camion vicino lo striscione