giovedì 1 dicembre 2016

GIOVEDI' ROSSI - SINTESI DELL'ULTIMO CAPITOLO DE "L'IMPERIALISMO"

Da una pubblicazione mlm anni '70

Questa ultima sintesi che pubblichiamo, più che un riassunto del capitolo de "L'imperialismo" di Lenin, punta a mostrare la sua attualità, soprattutto nella critica verso i revisioni/opportunisti di oggi. 
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Per definire la politica proletaria e antimperialista si possono trarre queste tre importanti conclusioni:
1) L'imperialismo ha acuito tutti gli antagonismi del capitalismo. L'antagonismo principale è quello tra la socializzazione della produzione e la proprietà privata di questa produzione.
Questa contraddizione mette in evidenza l'attualità e l'inevitabilità del socialismo, e rende irresistibile la coscienza della necessità di abbattere il pugno di grandi finanzieri che impongono il loro uso privato alla produzione socializzata.
2) L'imperialismo ha risvegliato tutti i popoli della terra generando l'immenso movimento di liberazione nazionale, in forma antimperialista.
Questo grande movimento raggiunge in definitiva la coscienza del socialismo come unica e reale alternativa al dominio imperialista. L'internazionalismo proletario deve sostenere le lotte di liberazione nazionale, deve combattere l'azione coloniale degli imperialisti. L'internazionalismo proletario rompe con l'opportunismo che ciancia di indipendenza dei popoli e di rispetto reciproco, ma che tace sulle azioni di rapina imperialista dei grandi finanzieri del proprio paese. L'internazionalismo proletario deve combattere anche, in ogni paese, l'azione imperialista del proprio capitalismo.
3) L'imperialismo corrompe uno strato di classe operaia del proprio paese ma si tratta di uno strato minoritario.
Se si rompe decisamente con l'opportunismo e lo si combatte nella sua politica e nella sua ideologia, è possibile veramente smascherare l'illusione di privilegio e conquistare anche i ceti medi alla politica proletaria e rivoluzionaria della classe operaia.

In questa guida allo studio abbiamo posto in evidenza gli elementi dell'analisi teorica e politica che Lenin fa dell'imperialismo.
Nell'opera di Lenin, in alcuni casi, non si trovano tutte le generalizzazioni nel modo in cui le abbiamo esposte in questa guida. Ma, se si vuole approfondire la conoscenza complessiva del pensiero di Lenin sull'imperialismo, è necessario studiare una serie di articoli e discorsi di Lenin scritti negli anni successivi alla stesura di quest'opera. Questi scritti sono raccolti nel libro “La guerra imperialista”.
Per invitare alla riflessione sulla situazione attuale, ricordiamo come occorre criticare le teorie del revisionismo moderno,il quale fa uso delle modificazioni avvenute per riprendere integralmente le teorie di Kautsky, e fa questo fingendosi parte del leninismo.
Nell'edizione del “L'imperialismo”, degli Editori Riuniti, si trova una prefazione dell'editore Valentino Parlato (poi direttore de Il Manifesto – ndr)teorico del revisionismo, in cui si conclude testualmente:
“Queste profonde modificazioni venutesi a determinare dopo le due guerre mondiali hanno obiettivamente indebolito le posizioni dell'imperialismo nel mondo.
Oggi i trust internazionali e gli Stati imperialisti non possono più procedere con i sistemi sbrigativi che erano soliti usare una volta... La cannoniera della flotta britannica è ormai uno strumento da museo, pericoloso soprattutto per chi cede alla tentazione di servirsene. In questa nuova situazione, caratterizzata dal modificarsi dei rapporti di forza sul piano internazionale ma non da profonde modificazioni del sistema capitalistico dei paesi imperialistici, alla diretta pressione militare e al privato dominio dei trust vanno sostituendosi l'accordo commerciale o di cooperazione economica fra singoli Stati o fra raggruppamenti di Stati”.
Il signor Valentino Parlato riconosce poi che la cooperazione tra Stati imperialisti danneggia i paesi arretrati, ma dice che grazie ai modificati rapporti di forza internazionali, è oggi possibile l'iniziativa politica che freni le ingiustizie dell'imperialismo. E questo è tutto ciò che sosteneva Kautsky, e contro cui Lenin ha scritto questo libro.
Il signor Parlato dice che gli imperialisti non possono più usare i sistemi sbrigativi di una volta; intanto però la gendarmeria mondiale americana conduce i suoi massacri in tutto il mondo.
Il signor Parlato dice che la flotta inglese è un pezzo da museo, ma si dimentica di parlare della flotta americana.
Il signor Parlato afferma che, siccome ci sono i paesi socialisti, anche i capitalisti coesistono pacificamente attraverso gli accordi internazionali fra Stati. Ma nega il tradimento di classe avvenuto in Urss, la posizione socialimperialista e di sfruttamento dei popoli assunta dall'Urss. Così si dimentica di parlare delle organizzazioni militari internazionali dell'imperialismo rivolte contro la Cina egli altri paesi liberati. Questo revisionista si riferisce agli accordi pacifici tra gli Stati, e si dimentica della violenta lotta che l'imperialismo americano conduce contro la concorrenza del socialimperialismo dei revisionisti sovietici, e contro il sorgere di un'altra ragguardevole forza imperialista in Europa.
I conflitti che dilaniano questo gruppi imperialisti mantengono profondamente attuale il pericolo di nuove e violente guerre mondiali.

Il signor Parlato si dimentica infine di osservare l'imperialismo nostrano, tanto “silenzioso e pacifico”, ma in realtà tanto impegnato in molte parti del globo a sfruttare i popoli rubando le loro ricchezze e accelerando la loro miseria:il capitalismo di Stato (Eni, Iri, ecc.), il Vaticano, la Fiat, la Montedison, ecc. tutti impegnati nello sfruttamento imperialistico

I revisionisti di tutto il mondo hanno la stessa matrice opportunista, sono amici e alleati dell'imperialismo, godono di privilegi che esso gli concede e disprezzano i popoli di tutta la terra in lotta contro l'imperialismo.

Per il proletariato la lotta contro lo sfruttamento, contro la guerra imperialista, contro l'opportunismo dei revisionisti è più che mai di attualità.

Il Presidente Mao dice:
Per quanto riguarda la guerra mondiale, non esistono in ultima analisi che due possibilità: o è la guerra che provoca la rivoluzione, o è la rivoluzione che impedisce la guerra”.
Questa è la verità più profonda che comprende chiunque capisce il vero carattere e la vera condizione dell'imperialismo.

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